Mascalcia

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Mascalcia moderna nell'ambito della podologia equina

II. CRITERI DI PAREGGIO E FERRATURA

II. 4. Equilibrio-bilanciamento nel piano diagonale

Equilibrio-bilanciamento nel piano diagonale

Come accennato prima, i difetti di appiombo rotazionali (tradizionalmente classificati come mancinismo - rotazione esterna e cagnolismo - rotazione interna) spesso sono trattati insieme ai difetti nel piano frontale (deviazioni latero-mediali). Benché sempre associate a questi ultimi, sembra giustificato trattarli come un capitolo a sé stante perchè:

  • a) si sviluppano contemporaneamente nei due piani previamente trattati;
  • b) presentano delle difficoltà particolari nell'ambito del pareggio e della ferratura sia essa preventiva che terapeutica.

La descrizione di rotazioni esterne ed interne come rispettivamente mancinismo e cagnolismo, ha portato frequentemente ad una eccessiva semplificazione.
Come per le deviazioni angolari, ci sono spesso combinazioni di rotazione esterna ed interna dei diversi segmenti dello stesso arto. Frequente è per esempio una rotazione interna del dito insieme ad una rotazione esterna dell'arto prossimale. Così nella combinazione di carpo valgo, nodello varo e rotazione interna del dito (deviazioni angolari + rotazione) c'è da chiedersi se questi fatti “compensatori” non siano indotti da un errato pareggio nei puledri per favorire un appiombo “canonico” in età precoce, quando in molti soggetti una leggera rotazione esterna di tutto l'arto o un atteggiamento a base larga è da considerarsi normale [43], e se non si tiene presente la cronologia dell'accrescimento epifisario dei diversi segmenti ossei [13]. Per gli anteriori la valutazione migliore in stazione si effettua piazzandosi vicino alla spalla dell'arto esaminato, osservando l'arto dall'alto in basso (foto 2)

Foto 2
Foto n. 2
Valutazione dell'appiombo in un soggetto che presenta:
carpo valgo, nodello varo e dito ruotato internamente.

Le conseguenze di una rotazione totale, parziale o compensatrice di un arto includono:

  • a) alterazioni della biomeccanica delle articolazioni, che non si trovano perpendicolari al piano sagittale del cavallo;
  • b) alterazioni cinetiche della fase di sospensione con deviazioni in senso latero-mediale dell'arto distale (sbracciare, falciare);
  • c) modificazioni della geometria della scatola cornea.

II. 4.1.  Prevenzione

Benché anatomicamente classificate come diartrosi condiloidee o a cerniera imperfetta che permettono un leggero movimento latero-mediale e rotazionale, le articolazioni metacarpo-falangee e interfalangee nell'equino si sono evolute/specializzate per i movimenti di flessione ed estensione. Particolare stabilità in senso antirotazionale è conferita alla articolazione del nodello dal rilievo sagittale della superficie articolare distale del metacarpo-metatarso III e la corrispondente gola sagittale della superficie articolare prossimale della prima falange [2]. Serteyn et al con i loro studi in vitro prima e in vivo poi sull'appiombo del dito, hanno dimostrato la interdipendenza funzionale in senso latero-mediale tra la prima e la seconda falange [28]. Tra le articolazioni interfalangee si può concludere che la distale è quella maggiormente chiamata a compensare le sollecitazioni in senso diagonale.

Il soggetto ha due meccanismi d'adattamento morfologico a questo difetto d'appiombo:

  1. rimaneggiamento osseo
  2. adattamento della forma della scatola cornea

Di questi due il secondo è di gran lunga il più veloce ad attuarsi, data la malleabilità dello zoccolo, attraverso un accorciamento del suo diametro diagonale che si trova parallelo al piano sagittale del soggetto (fig. 26) [44].

Questo adattamento nella forma ha come risultato un accorciamento della distanza tra il punto d'appoggio iniziale al suolo ed il centro articolare, così come nella distanza tra il centro articolare ed il punto di basculamento del piede alla fine della fase di appoggio. Questo accorciamento delle leve, che non agiscono perpendicolarmente alla articolazione, diminuisce le sollecitazioni asimmetriche su quest'ultima. Inoltre la relativa atrofia del tallone e della mammella, che si trovano sul diagonale parallelo al piano sagittale del cavallo, sembra diminuire la deviazione latero-mediale dell'arto in sospensione, perchè favorisce un atterraggio contemporaneo dei due talloni e facilita lo stacco del piede in questo piano [12].Questo fenomeno, da confermare con studi cinematici, ha delle importanti implicazioni nella prevenzione degli auto-traumatismi dovuti ad interferenze tra arti collaterali.

Fig 26a
Fig 26b
Fig 26c
Fig. 26
a) Piede normale
b) Piede ruotato
c) Piede ruotato e scatola cornea adattata morfologicamente (da notare l'accorciamento della distanza S1/T1 e delle distanze S1/centro articolare a e T1/centro articolare a)
PS rappresenta la perpendicolare del piano sagittale del cavallo S.
PS' rappresenta la perpendicolare del piano sagittale del piede, cioè l'orientamento dell'articolazione interfalangea distale.

Le indicazioni pratiche per il pareggio e la ferratura sono riassumibili in:

  • rispettare l'allineamento falangeo nella sua componente latero-mediale come descritto nel precedente capitolo;
  • assecondare l'adattamento della geometria dello zoccolo (il vecchio concetto di adattare il ferro al piede e non viceversa!), in particolare sembra controindicata un'estensione (orlatura) eccessiva in mammella e tallone ipotrofici, così come una lunghezza eccessiva del ramo del ferro sotto quest'ultimo che vanificherebbero i vantaggi locomotori derivati dalla deformazione della scatola cornea.

Per le rispettive altezze dei due talloni indicazioni utili al pareggio possono derivare da:

a) il consumo dei talloni del ferro sulla sua faccia inferiore;

b) l'eventuale presenza di solchi scavati dai talloni sulla faccia superiore del ferro e la loro relativa profondità (foto 3);

Foto 3
Foto 3
Solchi sulla faccia superiore del ferro causati dall' elaterio a livello dei talloni.

c) eventuale accavallamento dei glomi [36];

d) le eventuali presenze di ecchimosi soleari a livello dell'angolo d'inflessione del tallone ipotrofico;

e) primi segni di setole discendenti a livello del quarto ipotrofico (vedi oltre);

  • forgiare la faccia inferiore del tallone del ferro corrispondente a bietta per diminuire l'impatto del tallone che prende contatto con il suolo per primo;
  • determinare la zona della muraglia distale intorno alla quale avviene il basculamento del piede nel momento del distacco dal terreno (punto s1 nella figura 26c), osservando il consumo del ferro o del piede sferrato per individuare il punto in cui applicare una sbarchettatura;
  • piazzare i chiodi e le eventuali barbette nelle parti ipertrofiche, risparmiando il diagonale ipotrofico (Fig. 27).
Fig 27
Fig 27

Benché alcune di queste indicazioni si trovino descritte già da tempo, per esempio nel Mensa [3], si possono trovare anche indicazioni parzialmente opposte [13]. Nella pratica non è raro osservare un approccio che miri ad una correzione del “difetto” e che cerchi di ottenere un aspetto più vicino ad un modello ideale di conformazione dello zoccolo senza tenere presente la sua relazione con la conformazione dell'arto. In questo modo è possibile ottenere un miglioramento soltanto estetico in stazione, aumentando però probabilmente le deviazioni latero-mediali degli arti in sospensione e il logorio articolare in appoggio. L'applicazione di ricette standardizzate di ferratura per difetti di mancinismo e cagnolismo, invece, oltre che spesso contraddittorie da autore ad autore, difficilmente tengono conto della particolarità del singolo. Quasi sempre, infatti, prescrivono interventi sulla metà laterale o mediale del piede o del ferro, più appropriati alle sole deviazioni angolari e non alle rotazioni con la loro componente diagonale.

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Hans Castelijns D.V.M. - Certified Farrier
Medico Veterinario - Maniscalco

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